care colleghe; cari colleghi;
come ormai sapete, questo pomeriggio si è tenuta la prevista riunione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, i cui esiti principali sono raccolti nel comunicato tempestivamente diramato dalla Presidenza.
Trovo importante rendere conto delle posizioni da me assunte nella circostanza, ma non ritengo opportuno farlo in uno spazio che è, anche formalmente, pubblico. Ritengo che la scelta che ho adottato di informarvi per posta elettronica, pur meno che perfetta dal punto di vista comunicativo, possa comunque essere utile a tutti.
Vi saluto cordialmente,
Bruno
Giugno 19, 2007 alle 7:11 am
Perche’ non puoi scrivere qui quello che hai scritto via email?
Non c’e’ scritto nulla di offensivo e le tue opinioni non sono secretate, cosi’ come mi pare non siano secretati neanche i verbali del Consiglio di Amministrazione.
Giugno 19, 2007 alle 7:31 am
caro luca;
non ho detto che non posso scrivere, ho detto che non lo ritengo opportuno. Inoltre, non mi pare che sia necessario che i contenuti siano offensivi per esercitare la discrezione. L’unico dovre di comunicazione che ho e` quello che mi lega al personale della fondazione, non al resto del mondo. A proposito: il resoconto ti e` stato utile?
bruno
Giugno 20, 2007 alle 6:57 am
Caro Bruno
Ho apprezzato il tuo resoconto.
Nel merito:
1) sono d’accordo con le posizioni che tu hai espresso; in particolare
ritengo importante dotare il Coordinamento dei Capi Unita` (il
“board”, nel mio lessico) di un ruolo piu’ attivo e non solo
consultivo, specialmente nella programmazione a medio/lungo termine;
2) riguardo alla ricomparsa delle figure di Traverso e Simoni:
– da una parte mi sembra una scelta dettata da realismo, perlomeno
nella fase transitoria, per definire le Unita’ di Ricerca;
– a regime, vedo le loro figure piu’ problematiche: saranno consulenti
del Segretario per decidere sulla nascita|morte|cambio delle Unita’?
In questo caso pero’ avrebbero un ruolo ben strano: da una parte
lavorebbero (presumibilmente) all’interno di “proprie” unita’ ma
nello stesso tempo fornirebbero informazioni cruciali per le
altre. Se invece la loro attivita’ fosse di coordinamento, allora
sarebbero di fatto dei capi-divisione, ma senza budget.
– a mio parere, a regime, un’alternativa alle figure di capi-divisione
potrebbe essere rappresentata dal Coordinamento dei Capi Unita’:
a fronte di una complessita’ superiore (20 teste invece di 2),
potrebbe dare garanzie maggiori per gli aspetti di
multi-disciplinarieta’ e collegialita’.
Eviterei a tutti i costi la presenza di entrambe le figure
(coordinamento capi unita’ e capi-divisione) con funzioni di
riferimento: troppi referenti significa inutile aumento di
complessita’ se non addirittura caos. O uno o l’altro.
3) mi sembra che il vero, unico e cospicuo aspetto innovativo della
riorganizzazione sia nelle Unita’ di Ricerca, concepite come autonome
(e.g. budget) e dinamiche (per esistenza e gestione) nell’ambito
di un contesto di valutazione.
In realta’ siamo ben abituati a cio’, sia nei progetti europei che in
certe fasi del passato — cfr. l’organizzazione “per progetti” dell’era
Musso. Penso che le attivita’ di ricerca valide non avranno problemi ad
adattarsi a questa “nuova” organizzazione.
Roldano
Luglio 23, 2007 alle 9:08 am
Bruno, si puo’ sapere qualcosa della proposta relativa al marchio FBK approvata nella riunione del CdA di luglio? In assenza di informazioni ufficiali, girano voci che parlano di totale cancellazione dei vecchi “marchi” ITC (cioe’ IRST, ISIG, ISR), nonostante Dellai, Salvatori e Zanotti abbiano sempre giurato e spergiurato che i nomi sarebbero stati mantenuti.
Luglio 23, 2007 alle 12:29 pm
caro alberto;
temo di non poter soddisfare la tua attesa.
A norma di regolamento del CdA (che come recita il comunicato via email diffuso dalla segreteria della presidenza lo scorso 9 luglio (ultimo paragrafo) e` accessibile nell’area interna del sito della Fondazione), “La comunicazione sui lavori e` affidata al Presidente, nel rispetto della normativa vigente” (Art. 10), e “Ogni componente e chiunque prenda parte a qualsiasi titolo alle sedute e` tenuto alla riservatezza sull’andamento dei lavori e sulle discussioni relative, …” (Art. 12).
bruno
Luglio 24, 2007 alle 6:50 am
Ciao Bruno,
supponiamo che tu sia nel cda di una azienda come rappresentante di un gruppo di piccoli azionisti e che questi azionisti ti chiedano un resoconto delle decisioni del cda. Ti chiedo se in quanto rappresentante, e quindi come persona che agisce per conto di, ti sentiresti tenuto a riferire quanto deciso.
Sulla pubblicita’ e riservatezza. E’ secondo me ovvio che la pubblicita’ e la riservatezza di cui si parla nel regolamento del cda si riferiscono all’esterno della fondazione, non possono riferirsi a chi e’ parte in causa nel cda, e quindi anche il personale della fondazione attraverso il suo rappresentante.
I canali interni di comunicaiozione non mancano e potrebbero essere opportunamente utilizzati preservano la riservatezza verso l’esterno.