care colleghe; cari colleghi;
desidero informarvi di aver avanzato la mia candidatura quale rappresentante del personale nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Bruno Kessler.
È una decisione che ho meditato a lungo, ed alla quale mi sono risolto anche in risposta alle richieste ed all’incoraggiamento che mi sono provenuti da amici, da colleghi e da persone diverse — le quali diversamente mi conoscono, e che tutte stimo.
In attesa di poter meglio confrontarci nei prossimi giorni, vorrei esprimermi su tre elementi che considero decisivi per la vita e la prosperità della Fondazione. Su questi mi impegnerò specialmente, se vorrete accordarmi la vostra fiducia:
- Qualità. Innanzitutto scientifica, ma anche del processo amministrativo e gestionale. Per un’organizzazione come la nostra la qualità è l’effetto di una più generale capacità di alimentare e sostenere il processo creativo: saper curare l’attrazione, l’accompagnamento e la gratificazione delle competenze; coltivare la critica, ma essere aperti all’ascolto delle idee e delle innovazioni;
- Integrità. Le mutate condizioni istituzionali, le istanze e le crescenti pressioni che si concentrano sulla nostra Fondazione, impongono di porre un’attenzione particolare all’integrità ed alla dimensione etica del nostro agire. Penso in special modo ai giovani — ricercatori e non — e a strumenti capaci di sostenerne la libertà e di stimolarne la responsabilità.
- Autonomia. La Fondazione vive ed opera anche in virtù di un contesto sociale favorevole. Il miglior servizio che la Fondazione può rendere alla società Trentina, che pur la sostiene e la alimenta, è quello di crescere forte, attenta alla cooperazione, ma orgogliosa della sua autonomia.
Questi elementi, i valori che essi sottendono, sono ciò che ho imparato ed affinato nella mia lunga appartenenza all’Istituto Trentino di Cultura; essi costituiscono il nucleo distintivo di una cultura che intendo contribuire ad affermare e a rafforzare adeguandola ai nuovi contesti; per quanto ne sarò capace, a tramandare.